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ED MENICHELLA

Sono parole riflettute quelle di Ed Menichella mentre mi racconta la sua esperienza nel mondo della musica fuori dai confini locali cui era abituato prima della sua incredibile esperienza di apertura del tour di Jovanotti.

Un periodo carico di novità che ha vissuto senza avere il tempo di pensare, come si vive un amore a prima vista, ci si ruzzola dentro senza chiedersi cosa accadrà.  Non immaginava nulla, lui ha preso la sua chitarra e con la forza di chi non si lascia piegare dalle perplessità si è tuffato in questa esperienza artistica che in meno di un attimo l’ha avvicinato a quelli che di musica fanno parlare di sé.

Le luci, l’energia, la musica amplificata per uno stadio stracolmo di fan, lo sguardo critico di chi ha conosciuto l’emozione della prima volta, il cuore che batte all’impazzata, la gioia che si mischia alla paura di non farcela, l’attacco, l’imprevisto, il silenzio, la capacità di restare perché lo spettacolo continua anche se non è tutto perfetto e il resto va da sé e si sposa con gli applausi del pubblico rapito dalla voce di Ed.

In tutto questo, che sembra una favola dalla trama magica, c’è un momento che si può far fatica a vivere: lo spegnersi dei fari puntati su di lui, il silenzio che cade, la sensazione di non sapere più chi sei, perché ora le attese, quelle verso se stesso, sono diventate alte e tutto il resto gli può sembrare un angolo lontano cui non vorrebbe più tornare.

E’ complicato rientrare nella pelle di tutti i giorni e vivere come se nulla fosse accaduto, confidando nella sensazione di aver ricevuto un incipit per mettere le fondamenta a qualcosa di personale e unico. Qui in questo punto io e Ed ci soffermiamo a investigare, le sue parole mi toccano mentre mi svela la sua difficoltà a mettere i piedi a terra e altresì la consapevolezza che solo tornando nel suo angolo di pace, quello che gli consente di vivere l’ispirazione, può ricominciare a viaggiare verso nuove favorevoli circostanze.

Lui l’ha capito bene che ciò che è stato è solo un attimo vissuto e finito, che gli ha permesso di crescere e che ora è un altro attimo da vivere fedele a ciò che sente e non ha ciò che la sua mente gli vuol far credere debba essere.

La forza di Ed è quella non disperdere energie correndo dietro ipotetiche possibilità d’insalubre successo, è ritornare a quel silenzio dove l’anima svela la sua musica.

E’ stato bello parlare con Ed Menichella, le sue parole mi hanno confermato, ancora una volta, che la vera conquista è di vivere momento per momento ogni attimo di gloria senza la pretesa di rimanerci legato.

 

 

 

Fiorinda Pedone

fiorindapedone.com

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