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MUSICA SENZA DEFINIZIONE

Oggi mentre ero al concerto dei giovani talenti della Valtiberina, SpartitoLiAmo, ascoltando i ragazzi che si susseguivano nelle loro esibizioni, spaziando dentro generi musicali completamente diversi come l’opera, il pop, il coro, la musica classica, mi sono chiesta… Come sarebbe se per un instante scomparisse la definizione di “genere musicale” e rimanesse semplicemente il concetto di “musica”, inserito dentro uno spazio dove la preferenza nasce semplicemente dall’ascolto?

Senza una definizione il mio atteggiamento verso la musica diventerebbe forse più neutrale? Forse non dovrei più fare i conti con una pre immagine che per definizione mi porta a scartare l’opera rispetto al pop, o viceversa?

Dentro quell’Auditorium, tutto assumeva una veste solenne, e davanti a me più che generi musicali differenti, c’erano ragazzi con delle doti straordinarie, che mi suscitavano emozioni.

Sicuramente è importante definire, dividere, selezionare la musica, la nostra mente ha bisogno di dare un senso logico a tutto. La nostra mente ha bisogno di incidere etichette e di guardare chi abbiamo di fronte attraverso quelle.

Non vi nego che oggi mentre ascoltavo l’opera, per un momento ho sentito la mia vocina interiore che diceva “oh no! L’opera no!” è stato un attimo, quell’attimo che il più delle volte ci fa perdere l’occasione di incontrare il lato straordinario della vita. Non ho permesso alla piccola voce di contaminare la purezza di quel momento, ho aperto il mio cuore e dentro il resto di quei vibranti minuti ho goduto della musica che mi veniva regalata. Minuti senza definizioni che mi hanno permesso di nutrirmi di vastità. Davanti a me non esisteva più un genere o le mie preferenze, davanti a me c’erano suoni di diversa intensità che mi suscitavano sensazioni di volta in volta differenti.

Ho apprezzato tantissimo questa amalgama di colori che si alternavano come dentro una danza atematica, dove l’unico reale obiettivo era ascoltare e nutrirci di musica. Per la prima volta ho sentito che avevo l’opportunità di vivere la musica in tutte le sfaccettature. E devo dire che mi è piaciuto tutto ciò che ho ascoltato, ho goduto di tutti i generi che dentro di me erano diventati semplicemente fragranze differenti.

Il messaggio che mi è arrivato in maniera forte, è che la musica è un linguaggio Universale che riesce a toccare le corde delle nostre emozioni e che la distinzione di genere serve solo a farci perdere l’occasione di cogliere un bel momento. Avrei potuto dare ascolto alla mente e vivere l’opera con uno sbadiglio tra i denti e invece mi sono fidata del cuore uscendo da quell’auditorium con l’entusiasmo di una bambina che felice si meraviglia per ogni cosa .

Sono tornata a casa con questa domanda: se per un attimo scomparissero tutte le definizioni, se cadesse ogni idea preconcetta, se invece che dividere, separare, selezionare rimanesse solo uno spazio di pura presenza, cosa succederebbe?

 

Fiorinda Pedone

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2 comments

  1. Ana Taberna - 2 giugno 2016 11:50

    Arezzo,2 giugno 2016
    Sto aiutando mio amico Raffaele Vitali musicista a mettersi in contatto con voi…io non ho molte capacita per spedire file per internet..pero Riccardo Vitali junior si….io se volete ci mandero il indirizzo e-mail di RICCARDO VITALI

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